la ninfomane

Il giorno che ho incontrato la ninfomane

Sono un uomo che ha sempre voglia di consumare dei rapporti sessuali che siano sempre molto eccitanti ed intriganti, con delle donne diverse e dai gusti e passioni uniche.
Posso dirvi che il giorno in cui incontrai la ninfomane rimasi piacevolmente colpito da tutto quello che si venne a creare, situazione che io amo ricordare periodicamente.
Ecco la mia esperienza con questa particolare donna.

L’incontro casuale con la ninfomane

Locali ed internet: per me sono queste le risorse che si possono sfruttare per conoscere diverse donne tutte diverse tra di loro.
Non amo ovviamente le ragazze o le mature, visto che mi piacciono molto anche loro, che sono fredde o che non hanno voglia di divertirsi sotto il profilo sessuale.
Amo la donna che sappia divertirsi e che sia in grado di rendere questo rapporto sessuale veramente unico nel suo complesso.
E posso garantirvi che il giorno in cui incontrai Clara, ovvero la ninfomane con la quale ho una relazione di sesso, la mia vita è praticamente cambiate.

Il primo incontro con la ninfomane

Ero in un locale come spesso mi accadeva, per poter appunto incontrare delle donne desiderose di sesso.
Posso dirvi subito che inquadrai Clara fin da subito: una giovane donna molto inibita ed esibizionista che mi fece capire che con lei sarebbe stato molto piacevole avere un rapporto.
Lei mi notò dopo che mi avvicinai al bar del locale e da li iniziammo a parlare di tante cose: lei la buttava quasi sempre sul sesso e sui doppi sensi, cosa che difficilmente mi era capitato di vedere in una donna.
Era molto tranquilla e soprattutto sembrava non avere alcuna vergogna nel parlare liberamente di sesso e passione.
Posso aggiungere anche che, con lei, tutto sembrava essere molto eccitante, finché non notai che alle provocazioni verbali si aggiunsero quelle fisiche: col piede mi toccava la gamba e saliva nella zona sessuale, mentre con la sua lingua si leccava le labbra carnose.
Ero in preda ad un’eccitazione che difficilmente mi capitò di provare prima di quel giorno.
Con la ninfomane la musica risulta essere diversa fin dai primi momenti e anche il proseguimento non fu da meno.

Il primo incontro con l’insaziabile ninfomane

Vi dico la verità: difficilmente mi era capitato di trovare una donna che avesse tanta voglia di sesso.
Le piaceva farlo in maniera sempre diversa e soprattutto diverse volte di seguito: sembrava una donna che non conosceva limiti e che voleva godere tutta la sera.
Eravamo a casa sua visto che al locale rimanemmo ben pochi minuti.
Non facevo manco in tempo a riprendermi che lei subito era pronta a voler godere assieme a me, situazione che rendeva maggiormente eccitante il rapporto stesso.
Non riuscivo a contenerla e lei non faceva altro che farmi eccitare, visto che conosce tanti giochini per rendere il rapporto unico nel suo genere.
Il mio primo incontro con Clara la ninfomane fu veramente unico sotto ogni aspetto e posso dirvi che ogni volta che ricordo quel giorno mi sento eccitato come non mai, soprattutto quando consumo nuovamente il rapporto con questa donna vogliosa di sesso che sembra non aver mai raggiunto il limite massimo della goduria. !-->

Squirting a Milano e avventure erotiche partite dal web

Squirting a Milano e avventure erotiche partite dal web

La piscina di casa mia è da sempre un ottimo posto dove organizzare sei sex party o delle festicciole con ragazze e donne in carriera vogliose di divertirsi e di svagarsi.

Non è la prima volta che organizzo una di queste feste in piscina “piccanti”, ma questa volta cercavo qualcosa di diverso, non volevo fare una festa di sera, preferivo farla di pomeriggio e con persone che non conoscevo, non con i soliti amici.

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Trans made in Italy a Milano, Gallarate e Monza

La ricerca della felicità

 

Ero stufo di tutte quelle trans di altre nazionalità, così tanto belle ma così tanto povere di argomenti.

Sono una di quelle persone che ama allacciare un rapporto duraturo, amichevole e simpatico con le proprie partner ma la differenza di background rendeva tutto molto difficile.

Le trans italiane che conoscevo erano rare e abbastanza anziane e, per me che ero abbastanza giovane a aitante, non andavano bene.

Spesso ero costretto a delle lunghe e noiose cene d’affari e ho dovuto contattare diverse escort trans che mi facessero compagnia.

La mia fantasia era però di portare una trans italiana, bella, piacente ed estremamente femminile.

Immaginavo imprenditori e colleghi guardarla con estremo desiderio, inconsapevoli del suo sesso pulsante che di lì a poco sarebbe stato mio.

Ero quindi preso dalla mia quotidianità quando un amico, appassionato anche lui di amore transessuale, mi ha consigliato un sito di ricerca esclusivamente per trans italiane.

E li la mia fantasia si è finalmente avverata, più di una volta.

 

Italians do it better

 

Ho avuto modo di contattare, e parlare, con diverse transessuali italiane molto affascinanti.

Queste hanno confermato la mia idea iniziale, ovvero quanto siano le migliori rispetto alle altre.

Non per una questione genetica o mentale quando per un’empatia tipica del nostro paese che rende tutti santi e peccatori allo stesso livello.

Le loro storie le avevano temprate duramente ma senza mai perdere quella maternità e calorosità tipica dell’influenza di una mamma italiana.

I loro studi le rendevano colte e interessanti, capaci di sostenere una conversazione senza risultare ovvie o poco intelligente.

I miei colleghi mi hanno spesso chiesto i loro contatti o dove le trovavo, ma ho sempre tenuto il mio segreto per me, geloso delle mie avventure e di quella sessualità così forte e prorompente.

 

Le trans italiane lombarde: le migliori

 

Le migliori trans di Milano e provincia sono quelle che un uomo dovrebbe sempre scegliere, sia perché vicine alla mia area di interesse sia perché ritengo siano molto più femminili e curate.

La città della moda esterna la sua influenza anche sui suoi abitanti e le trans non fanno eccezione.

I loro corpi scolpiti da chirurgo e palestra erano un piccolo dono del piacere puro in cui ho affogato i miei istinti più bestiali.

Le boutique lussuose milanesi hanno ampiamente vestiti questi possenti corpi rendendole di fatto delle donne fini ed eleganti che nessuno scambierebbe mai per trans.

Ma nell’intimo della camera da letto, quando gli abiti cadono e mostrano intimo raffinato e costosissimo, qui le trans danno il meglio di sé.

Possedendo con vigorosità o lasciandosi possedere come amabili sottomesse dalla sessualità vogliosa.

Le italiane sono belle anche perché ti parlano mentre fanno l’amore, le capisci e gli rispondi, creando quel legame temporaneo ma forte.

Capace di rimanerti sulla pelle per giorni e nella testa per sempre.

Grazie al sito ho avuto modo, e l’ho tuttora, di conoscere le trans italiane più belle d’Italia, con un particolare riguardo verso le milanesi che periodicamente si riversano sul sito aggiungendo le loro foto sensuali e professionali.

Dal mio canto, ho stretto rapporti duraturi con molte di esse, segno che le trans milanesi hanno una marcia in più.

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L’incontro Lesbo più Eccitante

Il giorno in cui t’incontrai

Avevo le mani fredde, un po’ sudate persino. Ero emozionata, perché non mi era mai capitato di accettare di incontrare una donna conosciuta online tramite il portale womenlove.eu – Incontri Lesbiche.

Vedere di persona. E invece tu mi avevi fatto quest’effetto… Non tanto per le foto che avevo visto, per l’esserci viste anche in webcam, essere sicure che eravamo noi, non che era qualcuno che si fingeva e giocava solo… La sensazione che avevo mi faceva un po’ tremare le ginocchia. In qualche settimana eravamo arrivate a confidarci cose che probabilmente faticavamo a dire anche ad amici che conoscevamo da anni.

Che cosa ci era successo? Che cosa mi era successo? Non lo so ancora.

Però, quando entrasti dalla porta del bar, ti guardasti attorno. Mi sorridesti come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Mi alzai in piedi, ti venni incontro e… cielo, le mie mani sembravano burro freddo e sciolto, come avresti potuto stringerne una? Non lo facesti: mi abbracciasti direttamente.

Ed ero tremendamente imbarazzata, davvero, ma dopo qualche secondo ricambiai l’abbraccio. Mi ricordo ancora il profumo.

Un mese dopo ci concedemmo il nostro primo weekend insieme. Una notte fuori, a fare le turiste fuori città. Camminammo per Firenze e mi raccontavi quello che avevi letto e studiato, e io ti raccontavo le scene dei videogames che erano ricostruite lì… Ogni volta che tu ci ridevi sopra, così morbida stringendoti un po’ nelle spalle, nascondendo il naso nella sciarpa, un frammento di guscio si spezzava e finiva nelle tue mani.

Le tue erano calde, quella sera. Era la prima notte che riuscivamo a stare insieme da sole… In quel momento cessò d’importare quante altre mani avessi avuto addosso io o quante ne avessi avute addosso tu, e se fosse crollato il mondo ci saremmo semplicemente spostare un attimo più in là. Sfioravo la tua pelle, e tu vedevi rabbrividire me se a un bacio sul seno seguiva un piccolo morso. Sentivo te sospirare se dopo un morso sulla pancia, baciavo quello stesso punto.

Poi l’hai detto, “Fallo”

Sapevo cosa volevi. Ti accarezzai, cominciai dal viso, scesi verso la clavicola, il seno, giocai col capezzolo e andai ancora oltre, al monte di venere, al pube…

E quando schisi la tua carne con le dita, vi affondai dentro lentamente. La sentivo umida, calda, pulsante. Ne sentivo l’odore da lì il tuo genito lo soffocasti tra le mie labbra, nel bacio più bollente che mi avevi dato mai, sino a quel momento.

Ogni mio movimento, ogni modo che avevo di penetrarti con le dita, era una diversa contrazione dei tuoi muscoli, un modo diverso di passarmi le dita sulla schiena – mi graffiasti, lo sai? Eppure non volevo che quello… Non volevo sentire altro. Gustare altro.

Per questo, quando capii dove stavi arrivando, abbandonai le tue labbra solo per… Dedicarmi alle altre. Mi facesti posto tra le tue gambe perché sembrava il mio posto, naturale, e leccai quel sapore di sesso.

Lo assaporai e gustai fino alla fine… Quella di quell’orgasmo che sentì nella mia bocca, che sentì attorno alle mie dita.

Vivi una storia come questa su womenlove.eu: chatta, videochatta, incontra la persona e… Scopri se è quella giusta!

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donne lesbo in chat

Chat Lesbo per non sognare ad Occhi Aperti

All’uscita di scuola la guardava sempre. Era slanciata, bruna, le gambe tornite e i glutei suadenti, con i lineamenti così delicati da sembrare appena uscita da una favola. La vedeva andar via sorridendo, cordiale e leggera come una farfalla, spesso inseguita da piccoli sciami di ragazzi suoi alunni: la prof di italiano era il suo sogno proibito.

Il solo vederla le inebriava i sensi, accendeva quello che lei chiamava il suo appetito erotico. E si ritrovava a sognare di loro due a occhi aperti. Loro due che camminavano al tramonto su una spiaggia deserta, mano nella mano, i seni nudi e intirizziti dalla brezza leggera, il sale sulla pelle, una fame di baci, di carezze, di lingue che esploravano eccitate.

A volte ripeteva sottovoce il suo nome più volte: Adele, Adele. Immaginandone il profumo intenso e voluttoso, come se fosse lì davanti, pronta a perdersi, sexy e intraprendente.

Poi ci pensò sua madre a interrompere quell’idillio fantasticato.

“Carlotta, domani c’è il compito di latino, gradirei che tu mi evitassi brutte sorprese! Tra poco hai la maturità”

“Amen!”, mugugnò dentro di sé.

Sua madre, che se se non fosse stata così severa sarebbe stata una gran figa. Che tutti avrebbero voluto farsi.

Invece anche quel pomeriggio se ne sarebbe andata a studiare latino.

La chat per lesbo

Fu quando si ricordò di riaccendere il cellulare, alla fine della versione, che trovò la notifica dalla lesbo chat . Princessheléna aveva lasciato un messaggio. Lo aprì in preda all’eccitazione.

Principessa annoiata cerca giovane damigella per fuga nella notte. indispensabili foto.

Nonostante la giovane età, più di una volta aveva partecipato a festini notturni a base di sesso e trasgressione. Dopo la mezzonatte i suoi dormivano come ghiri, e diventava un gioco da ragazzi uscire e rientrare senza che se ne accorgessero. Quasi tutta la sua sessualità era passata da quegli incontri nati online. Dal vivo quando si trattava di sedurre andava in difficoltà, forse perché faceva fatica mostrare al mondo che preferiva le ragazze. Non che i ragazzi le dispiacessero, però con le donne era un’altra cosa.

Quando notò che l’età di Princessheléna era 36, il doppio dei suoi anni, la cosa la eccitò non poco. Le inviò l’album di foto più hard che aveva. Per tutta risposta ebbe un indirizzo, un orario e una frase: sono il tuo sogno, non mancare.

L’avventura di un incontro lesbo

Adele la accolse in reggicalze nero e corsetto di tulle. Era di una bellezza incantevole. Le prese la mano e si avvicinò al suo viso sussurrandole: sapevo che eri tu. Poi le accarezzò il viso. Carlotta non riuscì parlare, la prof di italiano le stava baciando il collo, regalandole brividi di fuoco che la facevano sussultare per l’eccitazione.

Fu allora che abbandonò ogni indugio, le scoprì un seno e prese a titillare il capezzolo con la lingua: aveva un sapore tra fragole e ciliegie. Poco dopo Adele le abbassò le mutandine e precipitò il suo viso tra le sue cosce.

Carlotta vide l’ombra del suo corpo sussultare illuminato dalla luna. Sentì il piacere dell’orgasmo invaderle l’anima. Avvertì un’esplosione d’amore proiettarla verso terre sconosciute e soavi.

Si risvegliò al suono della voce di sua madre: “Carlotta, è tardi!”

Si precipitò a guardare il cellulare.

“Grazie per la fantastica avventura” trovò scritto in un messaggio di chat lsb.

Firmato Adele.

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